Vorrei mettervi al corrente di questa assurda storia, cosi come è stata riportata in un altro blog, da chi può essere obbittivo e non conosce ne me ne Carlo, ma ha centrato l'argomento e vi invito a visitare il sito www.carloparlanti.it e aiutarci Katia Anedda Caro Beppe, cari amici, vi rubo solo qualche minuto di lettura per mettervi a parte di una grave vicenda che si sta consumando da più di un anno nel silenzio colpevole della nostra classe politica e nell'indifferenza o nell'ignoranza dell'opinione pubblica. Tra alcuni giorni si terrà in California il processo a carico di Carlo Parlanti, professionista italiano vissuto negli Stati Uniti fino al 2002. Carlo Parlanti è stato denunciato nel 2002 dalla ex-convivente americana per un episodio di stupro e maltrattamenti. Nonostante la donna fosse già nota agli psichiatri e nonostante la polizia non sia mai riuscita a reperire alcuna prova del fatto, il procuratore americano ha emesso un mandato internazionale a carico del denunciato, che nel frattempo era rientrato definitivamente in Italia. Carlo è stato raggiunto dal mandato durante un viaggio di lavoro in Germania nel 2004. Per qualche motivo, infatti, in Italia il mandato non era stato mai ricevuto (!). La polizia tedesca lo ha quindi trasferito in un carcere di massima sicurezza, dove Carlo ha trascorso quasi un anno (1 anno) sperando invano di essere reclamato dall'Italia per essere processato (come del resto prevede chiaramente la nostra Costituzione). Invece... tutti hanno fatto del loro peggio: le procure italiane hanno ritardato e pasticciato le carte, il ministero si è messo di mezzo, i tedeschi scalpitavano, la Corte di Giustizia europea ha rigettato l'istanza di sospensione dell'estradizione... nel frattempo Carlo ha ovviamente perso il lavoro e decine di migliaia di euro per pagarsi un avvocato in Italia e uno in Germania. Il tutto per un reato senza prove e senza querela di parte, che si supponeva commesso dall'altra parte dell'oceano. Risultato: i tedeschi - violando il precetto di pari trattamento tra cittadini europei negli stati membri - hanno messo il prigioniero su un aereo e l'hanno consegnato ben impacchettato agli USA, dove è tuttora prigioniero, lontano migliaia di km dalla sua famiglia e ancora in attesa (dopo più di un anno, durante il quale ha preso anche la tbc) di affrontare un processo che molto difficilmente potrà permettersi (si parla di 40mila euro solo per il dibattimento finale), e che lo vede imputato sulla sola base delle dichiarazioni di una donna. Purtroppo è tutto vero in questa vicenda, così come l'hanno anche raccontata alcuni (rari) quotidiani e periodici locali italiani. Io sono rimasto allibito e impietrito di fronte al disprezzo con cui le istituzioni europee trattano i propri cittadini, e al pavido cinismo con cui li sacrificano sull'altare di un'amicizia internazionale a senso unico (altro che l'amico george...). Giova forse ricordare che il soldato americano che nel 1998 ha ucciso colposamente 20 persone sul monte Cermis è stato assolto in primo grado (http://www.avvelenata.it/cermis/) e che lo stesso accadrà o è già accaduto a chi ha crivellato Nicola Calipari - vicenda già di per se agghiacciante, su cui Beppe ha diffuso dettagli ancora più agghiaccianti su questo sito. Giova ricordare che recentemente gli agenti USA hanno ancora una volta violato la sovranità (e quindi la dignità) del loro alleato italiano prelevando forzosamente e deportando in Egitto il presunto terrorista Abu Omar (dove pare lo stiano torturando). Benché si sappiano nomi, cognomi e indirizzi di chi ha commesso questa violazione, è abbastanza evidente che il procedimento aperto dalla Procura di Roma nei loro confronti è già virtualmente archiviato. Nel caso di Carlo invece si poteva e si doveva intervenire e nell'applicazione delle nostre norme costituzionali e nel rispetto dei nostri alleati militari. Si è invece preferito abbandonarlo a un processo ingiusto secondo il nostro ordinamento (non si può procedere n assenza assoluta di prove e senza querela di parte). Caro Beppe, cari amici, vi confesso che ho preso a cuore questa vicenda anche perché mi sembra riguardare tutti noi cittadini italiani: non c'è bisogno di essere dei criminali (il che comunque non giustifica mai l'abuso), è solo sufficiente che qualcuno ci dichiari tali di fronte a uno sceriffo... Per questi motivi vi prego, se ne avete tempo e voglia, di visitare il sito www.carloparlanti.it (caotico ma vi sono riportati anche gli articoli sinora apparsi sull'argomento) ma soprattutto di inviare una PAROLA DI SOLIDARIETA' a Katia, la fidanzata di Carlo che, assieme alla sua famiglia, si sta rovinando economicamente per tirare fuori Carlo dall'incubo in cui è stato colpevolmente abbandonato... Vi ringrazio per l'attenzione. Saluti, Dario
è in linea una petizione a favore di
Carlo Parlanti, visibile sul link:
http://www.petitiononline.com/parlanti/petition.html
Come potrete notare l'appello è rivolto sia al sistema
governativo e di giustizia americano che italiano, non si
chiede altro che chiarezza e investigazioni, praticamente
ribadisce quanto richiesto già nella lettera
dell'europarlamento, vi prego quindi di confermare ancora
una volta questa richiesta di giustizia apponendo la Vostra
firma, inserendo il link sui vostri blog e siti personali,
chiedendo anche a titolo privato ai vostri amici e
conoscenti di firmarla
Grazie infinite per tutto quello che avete fatto e che
farete
Katia Anedda
Tel. 347 9552715
url: http://www.carloparlanti.it